Queste ultime due equazioni (che poi, in realtà, è solo una) sono nate dalla brillante mente di Jean Baptiste Fourier quasi 200 anni fa.
lunedì 25 luglio 2011
Il Barone Fourier
Queste ultime due equazioni (che poi, in realtà, è solo una) sono nate dalla brillante mente di Jean Baptiste Fourier quasi 200 anni fa.
venerdì 14 gennaio 2011
Come far resuscitare un blogger
Caro Julius,
da troppo tempo il blog langue sotto il peso di una vita troppo vuota o troppo piena (come tu ci insegni, dipende dai punti di vista) per essere degnamente narrata su queste pagine web.
Affetta da horror vacui e intrisa di spirito missionario, ho deciso di darti delle dritte per colmare il deficit di scrittura che affligge il tuo blog: nuova linfa alla tua vena creativa resa esangue dal logorio della vita quotidiana!
Ecco una lista di interessantissimi e utilissimi post che potresti scrivere; tutti argomenti sui quali non rischi di non aver nulla da dire. Io ci metto il titolo, a te tocca scrivere il testo.
I più utili:
- Come progettare la disposizione dei mobili in una stanza con Corel Photo Paint
- Quanti panni può reggere una sedia? Test a confronto.
- 100 consigli per mantenere sveglia la tua ragazza dopo il quindicesimo minuto del film
I più filosofici:
- L'insostenibile leggerezza dell'essere: lo porti sempre con te, eppure non riesci a comprenderne la bellezza.
- MagneticoVSFichissimo. Uno scontro tra titani.
I più intriganti:
- La polvere sotto il tappeto: un nuovo mondo mi appare all'orizzonte.
- Il gatto di Schroedinger II puntata. Apriamo il contenitore e vediamo che fine ha fatto.
I più saggistici:
- Il Fisico che alberga lassù: un Grande Fratello o un Padre Buono?
- Sull'irrefutabilità della partita di "carcetto"
Il più controverso:
- Bambini giapponesi, perché la sanno molto più lunga di tutti gli altri pargoli.
Il più oltraggioso:
- Carino sarà il tuo cagnolino!
Beh, mio caro, mi pare che per stasera possa bastare. Hai materiale per i prossimi 11 post. Non male eh? La palla passa all'attaccante, niente lisci please! E niente tiri alla "viva il parroco"!
martedì 7 settembre 2010
Giappolandia - Parte 3: Ristorazione
Sezione molto interessante questa della ristorazione. Problematica potrebbe essere infatti prendere la decisione di andare in Giappone considerando quel che si sente dire in giro della cucina giapponese: quel pesce fritto, quel pesce crudo, quei brodini...
Quel pesce fritto, quel pesce crudo, e tutte quelle altre cose, sono buonissime!!!!
La moda occidentale del sushi non è che una pallida imitazione della cucina originale giapponese.
Ma andiamo per ordine. Parlerò prima dei piatti che ho assaggiato e poi dei "sistemi" di ristorazione giapponesi, in alcuni casi molto particolari e interessanti.
Riso: il riso è l'elemento quasi immancabile in ogni piatto. È importante, tant'è che esistono negozi che vendono solo riso. È cotto quasi sempre al vapore, risultando leggermente colloso per facilitarne la presa con le bacchette.
Sashimi: pesce crudo filettato e servito con salsa di soia e rapa. Pregiato il tonno grasso. Preparato con pesce freschissimo (quindi attorno alla zona di Tzukiji dove c'è il mercato del pesce) è divino, si scioglie in bocca letteralmente.
Sushi: sashimi assieme a delle polpettine di riso e un tocchettino (se non fugge il dito al cuoco) di Wasabi, salsetta piccantissima. Attenzione a non gustarlo direttamente (il wasabi dico), gli effetti possono essere sgradevoli. Il sushi più prelibato è l'unagi, anguilla leggermente grigliata e con la salsa di soia. Il mio piatto preferito!!!
Okonomiaki: la cosa più vicina a questo piatto è una frittata. Può essere fatta con pesce, carne e verdure, legati assieme da un uovo e cotti su una piastra rovente posto al centro del tavolo. Letteralmente significa "cucina come preferisci". Si possono infatti trovare molti ristoranti dove viene lasciata libera scelta al cliente su come comporre la pietanza a proprio gusto, scegliendo tra una grande varietà di ingredienti come carne, frutti di mare e verdure, da intingere poi nell'ingrediente principale, costituito da una pastella di cavolo verza e altre verdure, per formare così una specie di frittata da cuocere sulla piastra. Viene condito con una salsa per okonomiyaki e può essere ricoperto con salsa di soia, maionese, ao-nori (alghe essiccate), scaglie di pesce e quant'altro suggerisca il proprio gusto personale
Soba: sono degli spaghetti marroni di grano saraceno. Si mangiano sia freddi che caldi o in forma di zuppa. Particolarmente buona (almeno secondo me) è la versione aki-soba con l'aggiunta di un po' di piccante, di pezzetti di carne e di altre spezie.
Tempura: pesce o verdure fritte in pastella. Servito assieme alla salsetta per il tempura (non so esattamente di cosa è fatta)
Mishiru: zuppa di miso, pasta di soia fermentata. La chiamano sempre zuppa di miso, ma in realtà esistono mille versioni di questa zuppa dal sapore sempre buono e delicato anche se volte fa un po' di senso mangiare quel che c'è dentro.
Tè: Il tè viene servito in ogni momento della giornata, è il simbolo dell'ospitalità e ha quindi un significato molto importante nella cucina e nella cultura giapponese. Il tè giapponese è generalmente di colore verde poiché non subisce processi di fermentazione, è molto rinfrescante e dissetante. Ha un gusto amaro e viene bevuto anche durante i pasti, al posto dell'acqua.
Questi sono alcuni dei piatti che ho provato. Ma descriviamo un po' come funziona la ristorazione.
Si parte dal fatto che difficilmente i giapponesi ti lasciano senza mangiare. Infatti ogni 2/3 metri è presente un ristorante. Esistono palazzi interi di 8 piani di ristoranti. In qualsiasi centro commerciale c'è almeno un piano dedicato alla ristorazione. E non è che nei centri commerciali si mangi meno bene. Si mangia bene ovunque. A volte però si può mangiare anche meglio. Ma il limite inferiore è più che soddisfacente.
Particolarità dei vari ristoranti è la monotematicità: il singolo ristorante è specializzato su un tipo di pietanza e basta. Devi decidere da prima cosa vuoi mangiare. Effetto collaterale è se si va a cena in compagnia e due persone vogliono piatti diversi.
Per la scelta del mangiare basta farsi un giretto in un piano di un centro commerciale. Fuori dai singoli ristoranti c'è un tavolo imbandito di piatti (di plastica o cera) che mostrano ciò che puoi trovare all'interno. Seppur fatti di plastica a volte sembrano davvero appetitosi.
Scelto il piatto entri e verrai accolto da un fragoroso "Irasshaimase" (benvenuto/a). Ti fanno accomodare e ti servono subito té, bacchette e un asciugamanino bollente sterilizzato per lavarti le mani (secondo me in inverno quella sensazione deve essere bellissima :) )
Il resto funziona come tutti i ristoranti di questo mondo tranne che per il ringraziamento in serie di tutti i cuochi e dei camerieri quando stai per lasciare il locale: Arigato gozaemaaaaaaaas.
domenica 5 settembre 2010
Giappolandia - Parte 2: Rispetto per gli altri
Già che siamo entrati un minimo in ambiente veicolare, proseguiamo la questione traffico. Se anche a Tokyo si dovesse mantenere la media di auto per persona che c'è a Roma (706 auto ogni 1000 abitanti) solo al centro ci sarebbero una cosa come 8 milioni e mezzo di auto. Una pazzia!! Non sono riuscito a trovare il numero di auto per abitante, però posso assicurare che il numero è nettamente inferiore. La maggior parte di autovetture che si vedono in giro sono taxi e autobus. La gente infatti si muove o con questi due mezzi o con l'efficientissima metro. Per scoraggiare l'uso dell'auto (...per aumentare la viabilità e la bellezza delle strade) infatti nella metropoli non si può parcheggiare ai bordi delle strade. Nossignore. Niente doppie/triple file...ma neanche singole. Non si parcheggia e basta. Se vuoi ci sono i parcheggi a pagamento dislocati in tantissimi punti della città ben serviti e facili da raggiungere. Inoltre tali parcheggi sono anche "controllati" da almeno 3 vigili all'entrata/uscita, in modo che entrare nel parcheggio non richieda troppo tempo (e intralciando il traffico). I tre omini hanno il compito di: uno per fermare il traffico per un secondo, uno per fermare il traffico dei pedoni in una direzione, uno per farmare il traffico dei pedoni nell'altra direzione. Tempo netto per far entrare la macchina: 3 sec.
Inoltre, se vuoi possedere un'auto devi dimostrare di avere un posto personale dove poterla parcheggiare, altrimenti nessuno può vendertela. Posso capire che il sistema sia un po' macchinoso, però vuoi mettere una viabilità scorrevole, e avere un bell'occhio sulle strade?
All'interno dell'argomento del rispetto agli altri concludo con un'altra piccola particolarità tipica giapponese. Ogniqualvolta ti viene dato qualcosa, tale cosa ti viene data a due mani messe in modo da formare una specie di conchiglia e con un leggero inchino, si tratti di soldi, dello scontrino e di qualsiasi altra cosa, ringraziandoti (anche se in realtà dovevi essere tu a ringraziare) con un virgoroso: arigato gozaemas!!
Parte 1: Le stazioni
giovedì 2 settembre 2010
Giappolandia - Parte 1: Le stazioni
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| Mappa della metropolitana di Tokyo. Clicca per ingrandire. |
| Sovrapassaggio tra la stazione di Shiodome e quella di Shimbashi |
| Sulla destra i segni che indicano la porta del vagone. |
Il sistema è facile da usare anche a chi non capisce un'acca di giapponese, infatti tutto il sistema è a doppia lingua sia nelle scritte, sia nelle voci dei vari avvisi. Anzi, potrei dire 3 lingue dato che anche il non-vedente può facilmente prendere una metro dato che in terra è segnato il percorso con vari segni in rilievo in tutte le strade dell'intera Tokyo e tutte le scritte sono anche in brail. Un segno di civiltà di un certo rilievo.
Tutte le caratteristiche qui descritte posso essere viste nel seguente video:
mercoledì 25 agosto 2010
Pentedattilo
Immoto su uno sperone di roccia arenaria, Pentedattilo se ne sta innanzi alle vallate riarse dal sole delle fiumare di Annà e di S.Elia. Ci si può arrivare attraversando le marine, d'omogenea e informe bruttezza, assiepate sulla parte meridionale della costa ionica. Paesi, paesucoli e cittadine che sembrano conformarsi a un unico criterio estetico e urbanistico: l'occupazione.
Lo spopolamento ha condotto il borgo fuori del tempo della storia per consegnarlo al limbo dell'erosione geologica. La stasi in cui Pentedattilo è assopito si sposa con l'estasi del visitatore, rapito dalla virulenza estetica della mano rossastra composta dalle rocce della rupe del Monte Calvario.
Ma una storia ben più prosaica racconta invece che a partire dalla fine del Seicento la dinastia degli Alberti, proprietaria del feudo di Pentedattilo, favorì lo spostamento dei contadini verso la zona pianeggiante vicina alla costa per ampliare l'estensione dei terreni coltivati e accrescere le rendite del feudo. Alle spinte di politica economica si aggiunsero le conseguenze rovinose di una lunga serie di disastri naturali: il terremoto del 1783, poi quello del 1908, l'alluvione del 1951 sfociarono nel grande esodo degli anni cinquanta e nella dichiarazione di inabitabilità del 1968.
E mentre Pentedattilo moriva, Melito Porto Salvo, con la sua fiorente produzione di bergamotto, sorgeva.
Pentedattilo oggi «è un defunto che perturba i viventi», come scrive Vito Teti ne Il Senso dei Luoghi, poiché testimonia della caducità dei luoghi di vita.
La natura imperante in cui giace sembra infatti voler risucchiare le mura dell'antico abitato. Fermo nella sua granitica sopravvivenza, Pentedattilo si è col tempo trasformato da borgo animato dagli uomini in elemento di natura incastonato nelle pendici dell'Aspromonte. E questo passaggio involutivo è contrassegnato dal sole che a Pentedattilo picchia più forte che in altri luoghi calabri.
A fare da contraltare al dramma dell'abbandono vi è l'armonia estetica di un borgo perfettamente integrato nel suo paesaggio.
venerdì 6 agosto 2010
Come funziona una macchina fotografica digitale
Ieri notte, improvvisamente, mi è balzato in testa l'idea di spiegare il funzionamento di una macchina fotografica digitale (o almeno le basi per i meno esperti) che viene sfruttata soprattutto in questo periodo di vacanze. In realtà non so spiegarmi neanche io come mai mi è venuta in mente questo pensiero, ma tant'è...
Mostriamo ora due esempi di questo processo:
Dove il sole sorge e tramonta
Per ora le idee sono una matassa indistinguibile; appena riesco a srotolarlo,butterò giù qualcosa...
domenica 3 maggio 2009
Before Sunrise
Lei felpa verde scuro con un disegno non ben definito sopra, pantaloni jeans e scarpe da tennis.
Aveva capelli con acconciatura di qualche giorno prima, giustamente non perfetta dato l'orario e la situazione. I capelli erano di color nero, molto lucenti. Una ciocca le copriva parte del viso, che tornava sempre al suo posto dopo che lei tentava di spostarla. Anche gli occhi erano di color scuro, castano mi pare, e anche essi riflettevano ogni minimo bagliore di luce. Il colore della pelle era chiaro. Ogni tanto si passava l'unghia dell'indice della mano destra in faccia come se ci fosse qualcosa da togliere. Il punto in cui passava il dito...diventava per un attimo di color rosso, che faceva contrasto con la pelle chiara, ma poi tornava il colore naturale. Io la fissavo spesso e volentieri, lei ogni tanto ricambiava con un sorriso. Cercavo di cercarle sempre gli occhi, ma dato che cercarli sempre direttamente poteva sembrare eccessivo, cercavo il suo sguardo riflesso del vetro. Non posso avere la certezza che lei facesse altrettanto dal suo punto di vista, ma a me piace pensare così.
Ad un certo punto, ci mettiamo a dormire quasi all'unisono, o meglio a portarci in uno stato di dormiveglia per cercare di recuperare un minimo di energie non riuscite a recuperare completamente la notte prima.
Io però non riesco a prendere sonno..neanche al livello di dormiveglia e mi metto a guardarla mentre lei ha gli occhi chiusi. Penso di essermi avvicinato un poco alla visione che Dante ha avuto davanti a Beatrice. Nel sonno muoveva le labbra piano piano, come se nel suo sogno stesse dicendo qualcosa. Io mi limitavo a guardarla e a cercare di notare altri particolari in lei. Noto che ha degli orecchini, quelli piccolini piccolini. Dei puntini che sono pronti a riflettere appena ci arriva un luce diretta sopra. Ogni volta che lei apriva gli occhi, per sapere cosa succedesse attorno a lei, io le sorridevo, un sorriso appena accennato. Ma ancora, nessuna parola da parte di nessuno dei due.
Io nel frattempo cerco di capire quale sia la sua origine. Cerco quindi di vedere alcuni lineamenti. Più la guardo e più noto una somiglianza con mia cugina, a parte il colore di capelli e occhi. Quindi, giusto per la questione del lineamento, penso che lei venga da Torino, trascurando la soluzione più semplice. Ma per quanto mi riguarda potrebbe essere campana, potrebbe essere siciliana, toscana o quant'altro. Non ha mai detto una parola, quindi non ho elementi per poter potermi sbilanciare sulla regione di provenienza.
V
Tra me e me iniziano le domande: sta aspettando una chiamata del ragazzo? o magari solo delle amiche?
Mi dico che farmi domande del genere, tanto...non potevo avere risposta.
Ad un certo punto, inizia a muovere le labbra...sembra stia canticchiando. Riesco ad intuire dal labiale cosa canticchia, nonostante non arrivi un sibilo di voce. Sta canticchiando "Bella ciao". Alzo per un istante le sopracciglia, sorpreso.
Mentre canticchia arriva una chiamata, lei risponde. Cerco di ascoltare, non tanto per sapere cosa ha da dire, ma per cercare di scoprire la terra di provenienza. Ma nulla, parla senza alcun accento. La chiamata non dura tanto, al massimo un minuto. Non riesco ad ottenere alcuna informazione nuova su di lei.
Mi dico che forse era venuto il momento di farmi avanti, almeno per chiederle il nome e da dove venisse, giusto per togliermi almeno questi dubbi. Ma nel tempo che io impiego a prendere il "coraggio" lei tira fuori dalla borsa l'iPod e inizia ad ascoltare musica. Grrr, ora non mi sembra più il caso di romperle le scatole, con domande, mentre lei è lì che vuole ascoltare musica.
Mi trovo in una di quelle situazioni che uno aspetta magari tutta la vita; è uno dei modi più casuali, e a mio modo di vedere, romantici, per incontrare una ragazza: incontrarsi l'uno di fronte all'altro per puro caso, perchè si deve fare un viaggio assieme. Non a caso ricalca la storia di uno dei pochi film romantici che riesco a sopportare: "Before Sunrise". Ma nulla...non riesco a dire nessuna parola. Rimango per i fatti miei, faccio finta di dormire o di pensare a chissà quale teoria filosofica che doveva quindi tenermi occupato e non potevo fare neanche la domandina più stupida e banale (cosa che magari lei si aspettava anche).
Il viaggio ora è finito. Riesco almeno a rivolgerle almeno un saluto. Lei ricambia.
Non la rivedrò mai più.
sabato 2 maggio 2009
Questione di nome
Volevo giusto scrivere 2 righe sui nomi fantasiosi che ogni metà anno vengono creati per dare un nome alla propria squadra di calcio del CUS di Pisa. Dato che non c'è assolutamente alcun limite...la fantasia ha tirato fuori nomi del tipo:
Arraphao
Un tiro...un gol
TVB ma TCV (a voi l'immaginazione per capire cosa significi TCV)
AC Picchia
Paperino fornaretto
Ho sbagliato torneo
Affanclub
Zero titoli
Vaffanporcu
Pilomani
Atletico...macché
C.S. Boronbocca (ve l'ho detto che non c'erano limiti :P)
Tette biscottate (uno dei migliori a mio parere..ahah)
Infine c'è quello della mia squadra: "Teoria dei campi"...la squadra era inizialmente solo di fisici...
mercoledì 15 aprile 2009
Più denti per tutti
Sono stato per parecchio tempo sul "no", ma poi mi son detto che non è possibile tacere di fronte a questo scempio e lasciare che passi sempre tutto quello che dicono i politici.
C'è il caso sull'unico giorno di votazione per referendum, elezioni europee e amministrative e poi c'è il caso Santoro che è stato accusato di aver fatto una trasmissione "indegna".
È di poco fa la notizia che non verranno unite le giornate di votazione, utilizzando quindi dei soldi (si parla di 460 milioni di euro, ma anche fosse solo mezzo, la cosa non cambia) per tenere aperti i seggi per più settimane di seguito.
Questi soldi, proprio in questo periodo, dovrebbero essere usati per aiutare l'Abruzzo o per fare qualsiasi altra cosa in Italia. Ma no, loro devono far fallire il referendum, e quindi cercano di farlo separatamente dalle altre votazioni in modo che la gente non vada a votare e quindi non si arrivi al quorum (come è successo per gli ultimi 14 anni di referendum). Ma chi sono "loro"? Loro sono la Lega. Se la gente andasse a votare, voterebbe per cancellare parte della legge elettorale che è stata scritta proprio dalla Lega. Se dovesse quindi passare, la Lega perderebbe importanza e il Pdl non sarebbe più costretto a doversi alleare con loro. Però ora la Pdl è d'accordo, perchè altrimenti la Lega porterebbe subito alla crisi di governo.
Quindi l'Italia dovrebbe rinunciare a tutti quei soldi...per Bossi e compagnia bella (nelle figure di Calderoli, Borghezio e altri...).
Vorrei proprio vedere come lo spieghi alle famiglie che ora stanno in tenda. Personalmente non ne sarei capace.
Maroni si è inventato una legge per cui non si potrebbe votare assieme referendum e europee. Come ho detto...se l'è inventata. Per fortuna c'è ancora qualcuno che dice effettivamente le cose come stanno (Guzzetta, che fa parte del comitato organizzatore del referendum, e Fini...ormai lanciato verso la presidenza del PD).
Però come al solito, è l'italiano medio che soffre le decisioni politiche di queste teste.
Ora ascolto Cota che mi viene a dire che la colpa dei soldi che verranno buttati è di chi ha promosso il referendum e non loro che lo mettono un altro giorno. Per fortuna c'è Guzzetta che risponde a tono e non gli ha fatto passare nessuna cavolata o nessuna legge improvvisata.
[Cota è arrivato a dire che i cittadini non fanno parte del potere dello stato... :|, gli giunge nuova questa cosa]
Secondo caso. Ora nessuno può criticare nessuno. Non si può dire nulla. Azzardati a fare una critica al premier o al governo. No. Non si può, lui non sbaglia. Non si può criticare quando fa cavolate. È sempre la solita stampa comunista che va contro il governo perchè vogliono il male del paese. Questo anche quando a fare le critiche è la stampa straniera.
Proprio oggi ho sentito un'intervista all'inviato di "El pais" a Roma. Pare che abbia ricevuto varie lettere dall'ambasciatore italiano in cui gli "consigliava" di non fare altre critiche al governo italiano.
Pare che lettere del genere a loro arrivino solo da "Venezuela", "Cina" e "Italia" appunto. Vorrei far notare che in Venezuela e in Cina ci sono due dittature. Chi ha orecchie per intendere...
Ora il governo, nelle figure dello stesso Berlusconi, di Fini, di Chicchitto, di Gasparri (non se ne perde una lui), hanno definito la puntata di Santoro "indegna".
Ora, per carità, Santoro può essere antipatico, può aver detto cose con cui non si può essere d'accordo, però a parer mio non si può "avvertirtirlo" che se fa un'altra trasmissione del genere verrà cacciatato: mi sembra tanto di avvertimento mafioso questo.
Santoro non può più dire quel che pensa?
Che poi...io ho seguito la trasmissione. Non ha espresso nessuna opinione personale. Ha solo fatto luce su un aspetto sulla protezione civile che nessun'altro aveva fatto notare e cioè che la protezione civile era tenuta ad avere un piano di emergenza che in realtà non aveva. Hanno quindi dovuto "improvvisare" sul momento, appena saputo della catastrofe.
Poi hanno agito egregiamente dal quel momento in poi, penso che poche persone abbiano da ridire al riguardo. Però non mi pare che si esimini il caso invece di rendere sempre martiri i soccorritori, chi fa poi il loro lavoro, non mi sembra niente di così trascendentale. Complimenti alla protezione civile, però dovevate avere un piano, perchè i segni che stava per succedere qualcosa...c'erano tutti.
Quel che sto dicendo io, non me lo sono inventato. Lo ha detto e confermato anche Ezio Boschi, presente alla trasmissione di Santoro, uno dei membri della commissione Grandi rischi e uno dei massimi esperti italiani in materia di eventi sismici. Faccio anche notare che E.Boschi è di destra. Non mi pare che sia uno che va contro il governo attuale.
Eppure Santoro è stato avvisato e "costretto" a fare una puntata "riparatrice" e Vauro è stato sospeso per aver fatto una vignetto che secondo loro era ritenuta "gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico".
La vignetta in questione recita: "Aumento di cubature. Dei cimiteri" (con il riferimento all'aumento del 20% del piano casa).
Non vedo proprio come una vignetta sia più "lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti" dello "sbrodolarsi addosso" per aver fatto audience nel giorno dopo il terremoto del TG1, oppure dei servizi in cui l'inviato di turno andava ad aprire le macchine di chi ci dormiva dentro, perchè non sapeva dove altro andare, per fare la tristissima domanda "Come si sente?". Questo è solo un esempio...ne potrei fare altri mille di questi esempi. Basta guardarsi una puntata a caso di Blob dei giorni scorsi, o uno qualsiasi dei finti reality.
Ho visto che ormai anche parecchia gente in tv ha parecchia paura nel dire ciò che va detto (anche se si tratta della pura verità). Tutti si dissociano dalla minima affermazione (anche se è sotto forma di battuta) che va contro il governo o direttamente contro il premier.
Esemplare quel che ho visto nella giornata scorsa: in scena Silvan (quel mago bolscevico di Silvan) e la conduttrice Bianchetti (quella santa, ma solo perchè ha fatto il programma "A mia immagine"). Silvan, prima di fare uno dei suoi giochetti ha detto: "ora uso la bacchetta magica e poi la passo al premier" (con riferimento alle parole dette dal premier il giorno prima: "non abbiamo la bacchetta magica, non possiamo prevedere i terremoti").
Secondo voi ha detto qualcosa di male?
Eppure la conduttrice ha interrotto Silvan, distanziandosi dalle sue "dichiarazioni". Si è messa a ringraziare le istituzioni etc etc.
Come prevedevo, mi son dimenticato le mille altre cose che avrei dovuto dire. Quindi chiudo qui.
domenica 22 marzo 2009
Citazioni utili per chi ambisce ad essere scomunicato
L’uomo e’ soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell’uomo? - Friedrich W. Nietzsche
Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre - Arthur Schopenhauer
Puoi chiamare Dio in mille modi: Dio, Allah, Buddha, Geova, Yahvè, Ernesto…tanto non ti risponde. - Corrado Guzzanti
Non posso immaginare un dio che premi e punisca gli oggetti della sua creazione, i cui fini siano modellati sui nostri - un dio, in breve, che non è che un riflesso della fragilità umana. Ne posso credere che un individuo sopravviva alla morte del suo corpo, sebbene gli animi deboli nutrano tali opinioni per paura o per ridicolo egoismo. - Albert Einstein
Per te io sono un ateo. Ma per Dio, io sono la leale opposizione. - Woody Allen
Nessuno puo’ essere libero se costretto ad essere simile agli altri - Oscar Wilde
Se credo nella scienza? Tra il Papa e l’aria condizionata, scelgo l’aria condizionata - Woody Allen
mercoledì 18 marzo 2009
sabato 14 marzo 2009
Prefazioni
Stai per cominciare a leggere un nuovo romanzo: Se una notte d'inverno un viaggiatore. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito agli altri: << No, non voglio vedere la televisione!>> Alza la voce, se no non ti sentono![...] O se non vuoi dirlo; speriamo che ti lascino in pace.
Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai n'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce. [...]
lunedì 9 marzo 2009
Davide Van De Sfroos: Akuaduulza
Oggi mi è venuto mente di scrivere due parole per descrivere la musica che ascolto. Parto da "Akuaduulza" di Davide Van De Sfroos...perchè è quello che stavo ascoltando mentre mi è venuto in mente questa cosa (cioè...pensavo a tutt'altro mentre studiavo :D ). Forse non è la migliore opera di Davide, ma è pur sempre una spanna sopra tanti album che girano in italia.
Album del 2005, popolato di magia, streghe, stregoneria, ombre, boschi, misteri, prostitute
I testi sono particolarmente amari e malinconici, dai toni tristi e nebbiosi, mentre le musiche sono particolarmente allegre e festose, quasi a voler contrastare le varie storie raccontate.
È uno di quegli album che vale essere ascoltato tutto di seguito.
Madame Falena
Musica dai ritmi indiavolati, con un non so ché di tzigano, con fisarmonica e battimani...
Musicalmente parlando è sicuramente tra le più allegre dell'intero album...mentre la storia è tutt'altro che allegra:
Parla di una donna seduta su una veranda, su una sedia che scricchiola come le sue ossa, faccia di coccodrillo e senza denti, e al tramonto suona sempre la stessa canzone (che neanche il diavolo la vuole più sentire) con il suo banjo con una sola corda...ricordandosi sempre la stessa scena:
c'era un prete, i testimoni, i fiori e la banda, ma lo sposo non c'era perchè la stava tradendo nel fienile.
Ora la donna si trova sempre "setàada giò in sta cazzo de 'na veranda", ancora vestita da sposa ed ha in mano il fucile, il suo anello è quel grilletto che ha infilato una volta sola, temporale di un secondo e mezzo ed un buco in un bel vestito (di quello che sarebbe dovuto essere il marito).
Canzone perfetta dal mio punto di vista.
Il paradiso dello scorpione
Sembra una canzone uscita da un saloon del vecchio western, batteria ed armonica.
Il paradiso dello scorpione è un bordello. Il protagonista deve essere un contrabbandiere che si rifugia dentro al bordello per fuggire (di fuori qualcuno mi cerca su un'Alfa con su scritto "finanza")
Caramadona (intercalare tipico, usato anche come invocazione)
chitarra acustica ed elettrica...tutto molto blues.
Un uomo sotto l'ombra di una magnolia, parla da solo. Non è ben chiaro chi sia: forse un contrabbandiere famoso, un soldato dimenticato....ma non fa molta differenza chi sia.
Viene invocata più volte la madonna "CaraMadona", senza chiedere però nulla in particolare, si lamenta di tutto e niente.
Akuaduulza (acqua dolce)
Dopo un intro che introduce il ritmo altanelenante di onde che vanno e vengono.
L'acqua in questione è per Davide, il lago di Como.
acqua dolce, acqua dolce che nessuno vuole berein cui le lavandaie ci lavano i panni sotto i riflessi delle montagne. Questo specchio d'acqua non cambierà mai ne con il sole che "gli frusta la schiena" ne con la luna "che si bagna i piedi". Un lago che ha una personalità per chi ci vive vicino.
El fantasma de ziu Gaetan
Una strumentazione molto gitana: sassi, scatole di latta ed altri oggetti improvvisati. oltre a chiatarra e violino.
La notte di ognissanti, arriva il fantasma di zio Gaetano con una sciabola in ogni mano che ha imbottigliato il cuore in questa casa prima di partire per la guerra, ma la bottiglia qualcuno l'ha bevuta e distrutta contro il muro. Gli hanno sparato quarantamila volte...la morte muoveva la falce ma lui abbassava la testa. Quando l'anima è molto distante è difficile che il corpo so spenga. Alla fine la morte ha stretto la sua morsa, ma il cuore non l'ha trovato e ora lui arriva di corsa.
Il ritornello non piacerà ai più. È estremamente ripetitivo e "gracchiante"....
Il libro del mago
Chitarra acustica.
"Scèndra, scìla e foemm, Abracadabra e incensi cul profoemm"
La prima canzone in cui iniziamo a trovare le "stregonerie", simboli, talismani e attività... ci introduce in un altro lato del suo mondo.
La canzone racconta di un mago anziano e un po’ fasullo che negli ultimi istanti della sua vita ricorda “quando avevo tredici anni, in braccia all’universo e non nella sua prigione”; tra Voodoo, Mandragora e Conte di Cagliostro “la gente vuole sapere cosa c’è nel destino, fissati con il domani e intanto il tempo gli sfugge dalle mani, e allora tutti dal Mago a rompere le palle, il mondo non gli va più bene e io devo cambiarlo, o fingere di farlo…”.
Rendersi conto che tutte le stregonerie in cui ci si è concentrati (laddove c'è inquietudine, buio...cioè paesini, campagna...) non servono più e forse non sono mai servite... forse era meglio bere quel bicchiere anziché stare ad osservare se era mezzo pieno o mezzo vuoto. Tutti fissati sul futuro ci si lascia scappare il tempo tra le mani.
"Quando ero più scemo ero molto più buono, in braccio all'universo e non nella sua prigione"
Shymmtakula
ballata con chitarra acustica, taburello e atmosfera "mistica".
Il ritmo della canzone è tipico della recitazione di una invocazione di un qualche potere a parte di uno sciamano.
Nona Lucia
Atmosfera country. Ballabile. Violino e fisarmonica.
Parla di nonna Lucia, la nonna strega che al sabato sera sera si veste di nero e fa il karaoke su al cimitero.
Occhio bambino che la nonna è una strega l'hanno vista scavare nel fuoco con le maniPreghiera delle quattro foglie
Occhio bambino che adesso vola via con un manico di scopa in mezzo alle gambe...
la chitarra acustica accompagna questa preghiera.
Continuiamo sulla strada della "magia". Ricorda la wicca.
Una invocazione da rivolgere ai quattro punti cardinali, pregando gli spiriti.
Vengono invocate 4 piante tipiche della zona di Como.
Fendin
Chitarra e tamburi incalzanti, basso, percussioni.
Inizia con un recitativo tipico degli sciamani.
Musicalmente perfetta.
La leggenda racconta che nel paese di Torno viveva Defendente (in dialetto Fendin), barcaiolo e calzolaio. Si diceva che i calzolai fossero in combutta col diavolo. Fendin, forse anche per tirchieria (bisiognava pagare un tributo in sale) non ha fatto benedire la barca. E così la sua barca divenne il vascello delle streghe del paese che si recavano ai Sabbah (di nascosto): di fatto Fendin trovava la barca in posto diverso o legata con un nodo diverso da come l'aveva lasciata.
Da brividi il pezzo recitato, con una splendida voce femminile:
Il corvo
portami il sacco del buio rubato dai cieli in cammino
svelami il trucco per muovere il dado in tutte le stelle
coprimi l'occhio se draghi e zanzare mi voglion ferire
svita dal sogno quel che mi serve per poi proseguire
Chitarra elettrica e acustica. Lenta.
Davide è il corvo, solo il corvo che canta, nient'altro, non causa, non fato, non giudice, non soldato.
Voce, ovviamente, molto gracchiante.
Rosa Nera
la storia di una chitarra che passa di mano in mano diventa un inno pacifista.
È passata di mano in mano da Garcia Lorca a Joyce a zingari e gitani a Bob Dylan, fino a ricevere un colpo di rivoltella in Algeria. Attorno a quel buoco viene disegnata la rosa nera del titolo.
dove prima c'era un buco, gli ho intarsiato una rosa neraSi conclude con la frase, ripetuta ben tre volte:
El Baronsolo chi spara a una chitarra non ha diritto a una canzone
Canzone per tirare il fiato...molto orecchiabile.
Il prigioniero e la tramontana.
La chiosa del CD di Davide. Poesia acustica, utile in questi tempi di discussioni sulla pena di morte.
[...] Ogni clessidra sogna di perdere la sabbia in un deserto...
P.S. Mi son dimenticato di far notare che il 90% delle canzoni (non solo di questo cd) di Davide è in rima (o in assonanza), ma la cosa fenomenale è che nessuno se ne accorge. La cosa secondo me è positiva, perché significa che la rima non è forzata e cercata ad ogni costo, ma piuttosto si amalgama bene con il resto del testo.
domenica 8 marzo 2009
giovedì 12 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Elogio della pazzia poetica

how about you?
I like a Gershwin tune,
how about you?
I love a fireside
when a storm is due.
I like potato chips,
moonlight and motor trips,
how about you?
venerdì 6 febbraio 2009
Meditate gente
La situazione in Italia è sempre più grave. Prima si strillava per le cazzate dette dal presidente del consiglio che non erano degne neanche di un paese del terzo mondo, ora la faccenda sta assumendo sempre più contorni di regime puro.
Gli attacchi sentiti oggi da parte del nostro premier al capo dello Stato sono molto preoccupanti e sono segno di squilibrio che possono degenerare da un momento all'altro. E se non bastasse ha minacciato anche i propri componenti nel caso non avessero votato a favore nel decreto legge che vieta la sospensione dell'alimentazione: "O voti a favore o sono pronto ad accettare le tue dimissioni".
B. e la sua banda è riuscito a dire che il padre vuole fare "morire" Luana perché sarebbe stanco della situazione e non vorrebbe più occuparsene. Che carogna!!!
Vorrei proprio sapere che ha da dire ora Capezzone, che per anni ha difeso Welby, ora che ha"zompato" al PDL, si trova spiezzato :S
Altra cosa allucinante è la campagna elettorale messa in atto dal presidente del consiglio. Non si era mai visto che scendesse in campo in prima persona per sostiuirsi completamente al candidato del proprio partito (nei cartelloni c'è scritto "B. Presidente" e non "Cappellacci presidente").
Altra cosa tristissima è che Cappellacci è contento di fare questa parte qua. Viene trattato proprio come un nome. In realtà è B che fa i comizi e l'altro è a suo fianco ad applaudire come una foca e parla al massimo per 1/4 del tempo. Anzi, una volta B si è proprio dimenticato di farlo parlare; poi, quando stava per finire il tempo B ha detto: "Dai, di due parole a questa gente che si va a pranzo"...NO COMMENT.
Insomma...B. ci ha messo la faccia per contrastare uno dei pochissimi che riesce a rispondere a tono (Soru) ad ogni fesseria da lui detta.
Però la campagna è totalmente impari: il presidente del consiglio si permette di sproloquiare nelle sue reti senza che gli si possa dire nulla, mentre Soru non ottiene neanche un minuto in tutte e 6 le reti nazionali (io sono costretto a guardare gli interventi di Soru su YouTube)
Sempre negli ultimissimi giorni, è stata votata la legge che permette ai medici di denunciare i clandestini.
Sapete quando veniva fatta una cosa simile?
Nazismo. I medici denunciavano gli ebrei che venivano a curarsi in un ospedale.
Io ormai ho paura di questa situazione e dei segni di squilibrio che mostra quell'uomo non appena si vede privato di un pò di potere, ed ho paura della gente che non si rende conto di quanto stia crescendo e di quanto stia diventando pericolosa la situazione.
Meditate gente
"Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile.
Quando mia figlia non ci sarà più, rientrerò in una dimensione umana, perché finora ho vissuto in una dimensione disumana.
Non mi potrei mai pentire: a tutti ho detto che andrò fino in fondo. Non è niente avere tutto il mondo contro rispetto ad avere se stessi contro. Non avessi fatto quello che ho fatto non me lo sarei mai perdonato, perchè avrei avuto contro me stesso.
[...] la libertà è fondamentale e che lasciarsi morire fa parte del diritto dell’autodeterminazione."
