Citazioni

"Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo." - Voltaire

"[...] Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi! [...]" - Martin Luther King

"Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici" - Martin Luther King

"Non vorrei mai far parte di un club che accetti tra i suoi membri uno come me" - Groucho Marx.

"Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l'incompetenza" - Napoleone.

"Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare" - A.C.Doyle, "Il mastino dei Maskerville"

"Qualunque cosa deve essere resa la più semplice possibile, ma non di più" - Albert Einstein

"È proprio vero alcuni uccelli non sono fatti per stare in gabbia, sono nati liberi e quando volano liberi ti si riempie il cuore di gioia." - Le ali della libertà

venerdì 30 maggio 2008

Il popolo è un bambino

Il popolo è un bambino.
Fa tante domande e tu non gli puoi dire la verità sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?"
Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.
Tu sei un bambino intelligente e non ci hai creduto.
Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne. E invece ero sempre io.
E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.
Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto...
ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" .
E mio figlio mi fa:
"l'amico mio Pancotti Maurizio - che Robertino frequenta un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me è pure un po' deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!"
Allora io gli ho risposto "l'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!
E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!"
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare. Per una settimana non è più uscito di casa.
Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo "lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!", lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale.
Il popolo è un bambino.
Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero! I terroristi, l'arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna cambiare, fare la rotazione. Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti porta le ciabatte, ti lava la macchina.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti ubbidisce subito.
(Il popolo è un bambino - Ascanio Celestini)

martedì 13 maggio 2008

Idee per migliorare il mondo

Penso che per migliorare un poco questo mondo basterebbe soltanto che la gente provasse un minimo di vergogna:
- la vergogna di quando i tuoi genitori che hanno fatto sacrifici per farti studiare e tu non studi
- la vergogna di una politico che dice le balle per salvarsi il c..o
- la vergogna di ammettere di aver sbagliato
- la vergogna di girare la faccia ad un amico nel momento del bisogno
- la vergogna di essere supermilionari con la carta igienica dorata e non pensare minimamente ai bambini che muoiono di fame
- la vergogna di sfruttare le altre persone
- la vergogna di non dire agli altri quel che si pensa in realtà
- la vergogna di non fare nulla mentre tutte le persone intorno a te stanno lavorando
- la vergongna di non chiedere scusa o di ringraziare le persone
- la vergogna di considerare gli stranieri come persone diverse
- la vergogna di NON avere vergogna

venerdì 9 maggio 2008

...quella del 9 maggio '78


« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. [...]

[...] Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del 9 maggio '78...
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
»

1978
9 maggio. Alle ore 1,40 il macchinista del treno Trapani-Palermo, transitando nel territorio di Cinisi, avverte uno scossone, ferma la locomotiva e constata che il binario era tranciato. Avverte il dirigente della stazione ferroviaria che, alle 3,45 chiama i carabinieri. Questi accorrono sul posto: dal loro sopralluogo risulta che il binario è stato divelto per un tratto di circa 40 centimetri e che nel raggio di circa 300 metri erano sparsi resti umani. La persona deceduta in seguito all'esplosione viene i
dentificata in Giuseppe (familiarmente Peppino) Impastato.

Il 9 maggio 1978: veniva ucciso Peppino Impastato.
La data non era stata scelta a caso, fu ucciso la sera del 9 maggio quando dal pomeriggio si parlava in radio e tv e giornali, della tragedia nazionale ovvero del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro a Roma.
Così l' omicidio di Peppino fu fatto passare sotto silenzio, e, visto che fu trovato morto vicino alla ferrovia si disse che era morto mentre stava per compiere un attentato al treno.

Solo dopo 23 anni si arrivò a ristabilire la verità con la condanna del boss, Gaetano Badalamenti, che aveva ordinato l'omicidio. Quello stesso che Peppino in tutta la sua vita aveva indicato dai microfoni di "radio aut" come il boss di mafiopoli, citta pseudo immaginaria in cui tutto era in mano alla mafia.
A Cinisi, tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamentic'erano esattamente 100 passi.



Film: I cento passi - Marco Tullio Giordana
Musica: I cento passi - Modena City Ramblers