Citazioni

"Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo." - Voltaire

"[...] Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi! [...]" - Martin Luther King

"Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici" - Martin Luther King

"Non vorrei mai far parte di un club che accetti tra i suoi membri uno come me" - Groucho Marx.

"Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l'incompetenza" - Napoleone.

"Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare" - A.C.Doyle, "Il mastino dei Maskerville"

"Qualunque cosa deve essere resa la più semplice possibile, ma non di più" - Albert Einstein

"È proprio vero alcuni uccelli non sono fatti per stare in gabbia, sono nati liberi e quando volano liberi ti si riempie il cuore di gioia." - Le ali della libertà

venerdì 13 giugno 2008

Prima di tutto

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a
protestare.
(Bertolt Brecht)

lunedì 2 giugno 2008

Stessa spiaggia, stesso mare...


Come un anno fa: stessa data, 1 Giugno, stessa serie di concerti, Pisa Folk Festival, diverse danze, oggi pizzicata salentina, l'anneè derniére tarantella pugliese, ma uguale divertimento e uguale carica.

Ho ballato anche questa volta per un paio d'ore, quasi senza sosta e grondando di sudore.

La forza e la carica che mi da questo tipo di balli è veramente indescrivibile. Mi trascina completamente facendomi perdere tutte le inibizioni e mi butta in un vortice da cui non riesco più ad uscire se non quando la musica finisce.

Tutto questo corredato dal aver riincontrato un caro amico di ritorno dal viaggio erasmus e quindi carico di novità da raccontare...

venerdì 30 maggio 2008

Il popolo è un bambino

Il popolo è un bambino.
Fa tante domande e tu non gli puoi dire la verità sennò quello ti mette in difficoltà.
Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.
Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?"
Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.
Tu sei un bambino intelligente e non ci hai creduto.
Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne. E invece ero sempre io.
E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.
Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto...
ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" .
E mio figlio mi fa:
"l'amico mio Pancotti Maurizio - che Robertino frequenta un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me è pure un po' deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!"
Allora io gli ho risposto "l'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!
E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!"
E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare. Per una settimana non è più uscito di casa.
Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo "lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!", lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.
E il popolo è uguale.
Il popolo è un bambino.
Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero! I terroristi, l'arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna cambiare, fare la rotazione. Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti porta le ciabatte, ti lava la macchina.
Il popolo è un bambino.
Se gli metti paura ti ubbidisce subito.
(Il popolo è un bambino - Ascanio Celestini)

martedì 13 maggio 2008

Idee per migliorare il mondo

Penso che per migliorare un poco questo mondo basterebbe soltanto che la gente provasse un minimo di vergogna:
- la vergogna di quando i tuoi genitori che hanno fatto sacrifici per farti studiare e tu non studi
- la vergogna di una politico che dice le balle per salvarsi il c..o
- la vergogna di ammettere di aver sbagliato
- la vergogna di girare la faccia ad un amico nel momento del bisogno
- la vergogna di essere supermilionari con la carta igienica dorata e non pensare minimamente ai bambini che muoiono di fame
- la vergogna di sfruttare le altre persone
- la vergogna di non dire agli altri quel che si pensa in realtà
- la vergogna di non fare nulla mentre tutte le persone intorno a te stanno lavorando
- la vergongna di non chiedere scusa o di ringraziare le persone
- la vergogna di considerare gli stranieri come persone diverse
- la vergogna di NON avere vergogna

venerdì 9 maggio 2008

...quella del 9 maggio '78


« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. [...]

[...] Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del 9 maggio '78...
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
»

1978
9 maggio. Alle ore 1,40 il macchinista del treno Trapani-Palermo, transitando nel territorio di Cinisi, avverte uno scossone, ferma la locomotiva e constata che il binario era tranciato. Avverte il dirigente della stazione ferroviaria che, alle 3,45 chiama i carabinieri. Questi accorrono sul posto: dal loro sopralluogo risulta che il binario è stato divelto per un tratto di circa 40 centimetri e che nel raggio di circa 300 metri erano sparsi resti umani. La persona deceduta in seguito all'esplosione viene i
dentificata in Giuseppe (familiarmente Peppino) Impastato.

Il 9 maggio 1978: veniva ucciso Peppino Impastato.
La data non era stata scelta a caso, fu ucciso la sera del 9 maggio quando dal pomeriggio si parlava in radio e tv e giornali, della tragedia nazionale ovvero del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro a Roma.
Così l' omicidio di Peppino fu fatto passare sotto silenzio, e, visto che fu trovato morto vicino alla ferrovia si disse che era morto mentre stava per compiere un attentato al treno.

Solo dopo 23 anni si arrivò a ristabilire la verità con la condanna del boss, Gaetano Badalamenti, che aveva ordinato l'omicidio. Quello stesso che Peppino in tutta la sua vita aveva indicato dai microfoni di "radio aut" come il boss di mafiopoli, citta pseudo immaginaria in cui tutto era in mano alla mafia.
A Cinisi, tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamentic'erano esattamente 100 passi.



Film: I cento passi - Marco Tullio Giordana
Musica: I cento passi - Modena City Ramblers

venerdì 25 aprile 2008

25 Aprile


Giusto perchè in alcune parti di Italia sembra che si voglia vietare questa ricorrenza (oh...anche ad Alghero!!), mi sembra giusto ricordare un pò:

« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»



Nel giorno della liberazione

Forse qualche anziano ancora ricorda
la violenza di un'esplosione
che rubò il futuro a tre giovani vite
nel giorno della Liberazione
Le truppe tedesche sui colli sabini
battevano la ritirata
ma la voglia ne cuore era di seminare
ancora sangue,sangue lungo la strada
E con la freddezza che ha solo un boia
minarono la via principale
che congiungeva i due paesi
per trasformarla in una trappola mortale
Ma la cosa venne saputa
da tre figli della Sabina
che armati soltanto di altruismo e coraggio
raggiunsero quella strada in collina
e grazie alla loro fatica
fu quasi del tutto liberti
quel tragitto dagli ordigni nascosti
ma il destino vigliacco attendeva in agguato
Infatti,una mina più elaborata
preparata da sapienti mani assassine
giocò loro lo scherzo più brutto
scrivendo sulla loro esistenza la parola fine
Proprio in quel punto si trova una pietra
che ricorda il loro gesto e la loro memoria
che ricorda chi è morto a vent'anni
chi è morto donando il suo nome alla storia
Se un giorno passate su quella collina
che un tempo accolse tre croci
porgete un orecchio al soffio del vento
e forse udirete le loro voci
che vogliono soltanto dire
a chiunque le ascolterà
di non dimenticare mai nessun uomo
che ha perso la vita per la libertà...

martedì 22 aprile 2008

lunedì 21 aprile 2008


Quando il proiettile tornerà a casa sua,
quando la lacrima sarà solo pioggia,
quando torneremo a tremare contenti
pensando ai cuori sommersi,
allora darò un bacio a quest’acqua
che tace, ma conosce ogni cosa.

DVdS

mercoledì 16 aprile 2008

Lo spirito di gruppo

Quando gli uomini si riuniscono per affrontare al meglio una situazione di sopravvivenza, producono una fortissima energia, cosi nasce lo "Spirito di gruppo": un accorpamento di persone accomunate dallo stesso disagio o dal desiderio di stare bene e di aiutare altri a raggiungere il proprio benessere.

Lo "spirito di gruppo" può scaturire volontariamente o casualmente, comunque è un'esperienza necessaria alla propria crescita. In sé racchiude molte conoscenze di vita e si manifesta quando i partecipanti si sentono in sintonia e alla pari, al sicuro da ogni giudizio. E' importante credere che l'unione fa la forza e che sia più della somma di singoli membri. E' l'energia creata da noi per arrivare la dove il singolo non può arrivare, è la giusta tensione che ci manca affinché il cuore suoni la sua melodia, sarà un caldo rifugio per chi lotta contro la solitudine e l'abbandono.

martedì 1 aprile 2008

Il favoloso mondo di Amelie

Stanotte, leggendo un blog, mi è venuto in mente che dovevo scrivere un post sul film "Il favoloso mondo di Amelie"

Personalmente l'ho visto solo un paio di volte (anni e anni fa), anche se ne meriterebbe infinite; me lo tengo buono per quando potrò condividerlo la persona giusta...
però "...continua a rapirmi la protagonista dagli occhi limpidi e furbi, con la sua voglia di amare e di sognare seppur velata dalla paura di soffrire e di sentirsi incompresa e rifiutata."

La storia: Amélie, ragazza innocente che vive a Montmartre, lavora come cameriera. Il padre, medico apprensivo, la teneva reclusa in casa. Mancandole il contatto con gli altri bambini, si era costruita un universo tutto suo: immaginava di fabbricarsi i vinili come le crepes, mangia le fragole come estensioni delle proprie dita, ritualmente lascia libero un pesciolino rosso con attitudini suicide...Divenuta adulta scopre di avere un talento naturale nell'aiutare la gente a raggiungere la felicità.
Si applica quindi con perizia per aiutare le esistenze delle persone che conosce, dando una mano al destino. Quando incontra Nino, un collezionista di piccole cose effimere, sente che la felicità sta bussando alla sua porta. Scopre così che, a volte, Ë più difficile aiutare se stessi che gli altri.

Il filo diretto dell'opera, come la freccia azzurra tratteggiata sull'asfalto dalla protagonista, conduce verso un'unica direzione: la Bellezza. Ma non è quella sfacciatamente fisica, misera e corruttibile; è un bacio accennato sul collo, è quella ragazza che avvicina il bicchiere alle labbra, nella splendida tela "Colazione dei canottieri a Bougival" di August Renoir, riprodotta simbolicamente all'infinito. Semplicemente questo: l'allegoria delle piccole cose.



Chi avesse intenzione di (ri)vedere questo film è pregato di farmelo sapere....voglio assolutamente esserci anche io :)


Nota: splendida colonna sonora di Yann Tiersen.